In Italia si stima che siano circa 3 milioni le donne affette da endometriosi e che nel 30/40% dei casi questa condizione comporti infertilità. Ne parliamo con il prof. Paolo Vercellini, professore associato all’Università di Milano, coordinatore del Servizio di chirurgia ginecologica benigna della clinica Mangiagalli e Presidente della WES (World Endometriosis Society).
L’Associazione Italiana Endometriosi Onlus é la prima associazione di pazienti in Italia ad occuparsi di endometriosi nella prospettiva delle donne che ne sono affette e che dal 1999 si occupa di sostenere le donne, informare sulla malattia, sollecitare le Istituzioni e promuovere la ricerca scientifica attraverso le sue attività (per info: www.endoassoc.it).
L’infertilità , intesa come incapacità a procreare, tappa fondamentale del ciclo vitale, può costituire un momento di crisi nel vissuto della coppia. Per molte coppie la capacità di concepire e diventare genitori rappresenta un qualcosa di profondamente radicato nella definizione di femminilità e mascolinità , nell’identificazione della propria identità che spesso determina il significato dell’esistenza. La nascita dei figli rappresenta spesso uno dei fondamenti attorno a cui la coppia crea la propria relazione. La crisi nasce nel momento in cui la capacità di generare un figlio viene meno.
Le risposte emotive alla infertilità all’interno della coppia sono diverse: dal senso di colpa alla depressione, alla rabbia fino all’isolamento. Gli uomini tendono a sopprimere e/o negare ogni reazione emozionale, mentre le donne sono inclini a credere di essere loro stesse la causa dell’infertilità , con conseguente senso di colpevolezza e depressione.
Il virus del papilloma umano (Hpv) è un agente a trasmissione sessuale che causa malattie genitali, anali e orofaringee sia nelle donne che negli uomini. In particolare l’infezione da Hpv causa oltre il 90% dei carcinomi della cervice uterina, ma anche il 90% circa dei carcinomi dell’ano, oltre ad una percentuale rilevante di tumori orofaringei, della vulva, della vagina e del pene; inoltre alcuni genotipi del virus causano circa il 90% circa delle verruche anogenitali.
«Se negli ultimi vent’anni – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – i programmi di screening hanno drasticamente ridotto l’incidenza del carcinoma della cervice uterina, oggi è possibile diminuirla ulteriormente grazie ad una strategia preventiva non utilizzabile per nessun altro tumore, ovvero la vaccinazione anti-Hpv».
In Italia sono disponibili tre vaccini anti-Hpv: il bivalente, che protegge dai tipi 16 e 18, il quadrivalente che amplia la protezione anche contro i tipi 6 e 11 e il 9-valente che oltre ai tipi di HPV del vaccino quadrivalente protegge anche dai tipi 31, 33, 45, 52, e 58.